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La vita nuova

Quale arte, quale critica d'arte si può produrre in una fase storica come questa che attraversiamo, segnata da guerre, migrazioni di popoli per decomposizione degli Stati postcoloniali, violenze di ogni tipo.

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Pippo Guastella

Conosco Biagio da tanto tempo. Abbiamo fatto delle cose insieme per brevi periodi, nell'arco di alcuni anni dell'adolescenza. Siamo stati una coppia affiatata in particolari occasioni sportive (pallacanestro). Entrambi abbiamo frequentato la Scuola  d'arte di Comiso e l'Accademia di belle arti di Firenze.

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Biagio Schembari

Anch'io, da solo, voglio farmi un augurio.

Vorrei salire su un campanile, su una nuvola, per non essere scalfito da quel vento maledetto che viene da lontano.

Voglio augurarmi di imparare una lingua strana, di sapermi pettinare, di vestirmi alla moda e poter diventare un fatto di cronaca.

Mi auguro tante cose che poi non si avverano, allora che senso ha?

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Aldo Cottonaro scrive

...hanno costruito un mondo con la sovrapposizione di più mondi, che rimane collocato a occidente, come sottolinea la luce cangiante, intensa – ma la notte è prossima a venire nonostante che i raggi del sole rompano ancora l'oscurità. E' la luce di Miguel de Cervantes (e di Caravaggio e del Greco e di Velasquez): un eterno tramonto, l'Occidente appunto.

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Giovanni Giavatto

Di fronte alla Pittura di Biagio Schembari si ha la sensazione di studiare storia antica, la storia delle radici dell'uomo. Mistero, nostalgia per quello smarrito calore umano che si diffonde dal colore, che è luce limpida e chiaroscuro rassicurante, riposante.

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Paolo Rizzi

“C'è un fantasma che corre alle spalle di Biagio Schembari. È qualcosa che s'ingrandisce, come alitato dal vento: prende in sé la scabra durezza delle cave di pietra di Comiso, ma nel contempo respira l'aria maestosa di un Mediterraneo vicino.

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Nunzio Zago

Conosco Biagio Schembari da molto tempo e lo pensavo lontano, ormai, dal vizio della pittura, come uno che s'è lasciato alle spalle, senza rimorsi, certe tentazioni giovanili fino ad approdare, nonostante i regolari studi all'Istituto d'Arte e all'Accademia, ad una attività più “profana” e concreta.

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Aldo Cottonaro

Aldo Cottonaro presenta Biagio Schembari



  Quella di Biagio Schembari è un'arte affermativa, pesantemente affermativa: c'è in essa il recupero della tradizione e insieme tanto Novecento con i colori di Fiume e di Guttuso: un meridione europeo che sa di Spagna e di Sicilia, di civiltà mediterranea antica e moderna, in cui si vede bene ciò che non si vede: non c'è Elio, il Sole, ma ce n'è la luce, quella meridiana della resurrezione e quella in conflitto con le ombre di un tramonto che non tramonta mai.

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GHELLI E BREDDO

Biagio Schembari, nato il 16 giugno 1947 a Comiso (Ragusa), e venuto a Firenze con altri giovani della sua stessa leva e del suo paese, si iscrive e frequenta per quattro anni presso l'Accademia di questa città la scuola di scenografia.

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Florian Hildebrand

Un ammiratore andò un giorno da Picasso  e ammise: “Maestro, io amo le sue opere, ma non le capisco”. Al che Picasso ribattè: “Ama lo champagne?”. L'ammiratore  rispose: “Si, ovviamente!” e Picasso di rimando: “E lo capisce?”.

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